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Le pergamene dell'Archivio storico diocesano


Testimonianze rare di un passato lontanissimo


I documenti in pergamena custoditi nell'Archivio della Curia d'Irsina hanno la capacità di suscitare in chi ha l'opportunità di visionarli, siano ricercatori o semplici curiosi, una grande suggestione sia per gli aspetti legati alla loro bellezza esteriore sia per la gran mole delle informazioni che da essi si possono desumere. Le pergamene, infatti, consentono di ricostruire eventi storici che videro la piccola cittadina di Irsina, chiamata in passato Montepeloso, pienamente inserita nella congerie di avvenimenti della grande storia, quella fatta dai conquistatori Bizantini, dagli imperatori Normanni, Svevi, Angioini, dai pontefici, le cui vicende tumultuose finirono per coinvolgere ed animare la tranquilla vita quotidiana del paese. L'Archivio diocesano di Irsina, oltre alla considerevole documentazione cartacea, conserva un interessantissimo nucleo di 73 pergamene relative ad un periodo storico compreso tra il 1233 ed il 1746. Le pergamene, documenti pubblici, privati e semipubblici, sono state, di recente, sottoposte ad un accurato intervento di restauro. Nell'anno 2000 sono state oggetto di riordinamento ed inventariazione perché riconosciute dalla Soprintendenza Archivistica per la Basilicata, insieme all'intero complesso documentario ecclesiastico, quali fonti di notevole interesse storico. Le più antiche pergamene si riferiscono alle vicende dei priori francesi inviati a Montepeloso dalla lontana Chaise Dieu in Alvernia ad occupare la Chiesa di Santa Maria di Juso e ad esercitarvi le prerogative vescovili. I monaci francesi accentrano nelle loro mani poteri e ricchezze e, malvisti dal clero e dai signori locali, sono oggetto di continui offensive che sfociano nel 1370 in un assalto feroce ordinato dal duca d'Andria Francesco I del Balzo, signore di Montepeloso, il quale distrugge completamente la Chiesa ed il monastero di Juso. Da quel momento la sorte propizia dei monaci francesi subisce una svolta e, lentamente ma inesorabilmente, comincia la loro decadenza che culmina nel 1452 con l'emanazione di una Bolla di Papa Nicolò V. In essa viene sancito il ripristino della cattedra vescovile in Montepeloso, che viene unita a quella di Andria, e l'affidamento del governo a frate Antonello dell'ordine dei minori conventuali. Successivamente, nel 1479, Papa Sisto IV separa il monastero di Santa Maria Nuova o di Juso e la Chiesa di Montepeloso dal vescovado di Andria e designa Antonio de Maffeis presule della diocesi montepelosina. Le pergamene dell'Archivio diocesano, oltre a consentire la ricostruzione delle vicende storiche della Chiesa di Iuso e dei monaci francesi, forniscono interessanti notizie sulla Cappella dell'Annunziata fondata dalla famiglia Vitale nel 1424 insieme ad un ospizio per poveri infermi dedicato a San Basile. Gli atti in pergamena riguardano anche negozi giuridici di varia natura quali censi, permute, vendite e locazioni da cui trarre una miriade di spunti di riflessione per approfondimenti specifici. Notizie tratte da: A. Bozza, L'archivio della diocesi di Montepeloso. Le pergamene di Iuso conservate nell'archivio diocesano di Irsina: aspetti storici, archivistici, paleografici e diplomatistici, in Atti del convegno internazionale di studi, Matera 21-22 Aprile 2005, Archivi e reti monastiche tra Alvernia e Basilicata: il priorato di Santa Maria di Juso e la Chaise - Dieu, a cura di Francesco Panarelli, Congedo Editore, 2007. F. Panarelli, Monaci e priori della Chaise-Dieu a Montepeloso, in Atti del convegno internazionale di studi, Matera 21-22 Aprile 2005, Archivi e reti monastiche tra Alvernia e Basilicata: il priorato di Santa Maria di Juso e la Chaise - Dieu, a cura di Francesco Panarelli, Congedo Editore, 2007.