Fuori del paese, in quella che è ancora chiamata la zona
degli orti, fertile contrada bonificata dai monaci basiliani
e benedettini prima e dopo il Mille, si trova una chiesa in
cui si venerava l’immagine della Pietà. Era in occasione
della festa della Pietà che avveniva il famoso
“pizzicantò” le cui origini antichissime sembrano
risalire agli stessi greci che colonizzarono la zona. Il
pizzicantò consisteva in una piramide umana in cui due
gruppi di giovani si disponevano a cerchio in doppio piano:
cinque facevano da base tenendosi ben saldi per le braccia e
quattro montavano sulle loro spalle tenendosi a loro volta
ben stretti per le braccia. Essi precedevano la processione
avanzando con ampi giri circolari mentre cantavano in
dialetto una filastrocca che in sostanza diceva: “Voi che
state sopra siate forti a sorreggervi perché se poi cadrete
noi che stiamo sotto vi riempiremo di botte”.
Il "Pizzicantò"
Ed infatti dopo poche centinaia di metri la piramide
crollava in quanto i giovani perdevano l’equilibrio, e così
quelli del vertice allegramente si alternavano a fare da
base e quelli della base montavano sulle spalle dei loro
compagni. Si continuava così tra gli applausi o le critiche
dei compaesani che commentavano la bravura o meno dei
partecipanti. Di solito il pizzicantò era formato da giovani
dello stesso mestiere: vi era quello dei contadini, dei
muratori e così via. La secolare festa della Pietà si
celebra ancora la terza domenica di maggio, anche se la
caratteristica piramide non accompagna più la processione.