I dipinti di scuola napoletana

Sulle tracce di Andrea Miglionico

Irsina conserva un enorme patrimonio di opere pittoriche del Settecento attribuite all’artista campano Andrea Miglionico. Le sue tele si conservano nella Cattedrale, nella chiesa del Carmine e nella chiesa di Sant’Agostino. Nel Settecento Napoli continua a rimanere il punto di riferimento di tutta l’arte del Meridione d’Italia. I dipinti di scuola napoletana giungono in questo periodo in Basilicata e si ispirano al grande maestro Luca Giordano. Uno dei migliori allievi del maestro napoletano è sicuramente Andrea Miglionico, nato nel 1663, probabilmente in un paese del Cilento. La sua pittura si differenzia da quella del Giordano per i riferimenti al classicismo neo-veneto di Paolo Veronese. Le sue opere sono conservate in Campania, Puglia e Basilicata. Ad Irsina sono conservate importanti tele realizzate tra il 1704 e il 1706.

Nella Cattedrale di Santa Maria Assunta sono esposte tre tele: la Visitazione, la Vergine tra San Giovanni Battista, Santa Rosa da Lima e San Lorenzo, e l’Adorazione del Bambino Gesù. Nella Visitazione (olio su tela di cm 139×190) l’impostazione è rigorosa e di taglio moderno ed essenziale. È raffigurata Maria con un mantello e cappello da pellegrina tesa nell’affettuoso saluto a Sant’Elisabetta. In basso il sacerdote Zaccaria fa strada a San Giuseppe con un volto consumato dal tempo. Il colore dilata la composizione, quasi a ricordare un affresco. I due busti femminili nell’angolo destro superiore ampliano la scena e fanno da contraltare ai due putti sul lato opposto. Graduato nella luminosità decrescente verso il basso, l’avvenimento si conclude con la testa d’asino in penombra al lato sinistro. Nella Vergine tra San Giovanni Battista, Santa Rosa da Lima e San Lorenzo (olio su tela di cm 129×154), la Madonna si staglia su uno sfondo chiaro, posta in una posizione di preminenza rispetto agli altri personaggi; alla sua destra San Giovanni Battista è inginocchiato a contemplarla, con poveri abiti; alla sua sinistra sono raffigurati San Lorenzo e Santa Rosa da Lima. San Lorenzo con la sua veste di diacono è un esempio di luminismo cromatico. L’architettura in secondo piano è un chiaro riferimento al classicismo. In primo piano, nell’Adorazione del Bambino Gesù, è raffigurata Sant’Anna di profilo con il manto azzurro e la veste gialla che si protende verso il Bambino sorretto dalla Madonna. Assistono alla scena San Gioacchino, San Giuseppe e un angelo. Interessante, perché dipinto nei minimi particolari, è lo sgargiante cesto di fiori. La chiesa del Purgatorio, in via Roma, conserva una tela raffigurante San Michele Arcangelo e una Madonna del Carmine. San Michele Arcangelo di Irsina ricorda il San Michele di Berlino del maestro Luca Giordano; come nella tela conservata in Germania, anche qui la contrapposizione tra bene e male è resa evidente dal chiaroscuro: la luminosità si riduce dall’alto al basso, ma anche nei volti angosciati dei dannati e nelle nuvole scompigliate. Nella scena, però, non vi è un dolore esagerato, ma si respira piuttosto stupore e confusione nei demoni. Nella tela della Madonna del Carmine, la Vergine, spettatrice distaccata dalla scena, guarda le anime che pregano di uscire dalla loro condizione di penitenti con una concitazione di gesti; la scena è resa ancora più drammatica dai volti dei mezzi busti e dalla luce che ancora una volta gioca un ruolo fondamentale. Nella chiesa di Sant’Agostino, una volta fuori le mura del centro storico, è conservato il dipinto raffigurante le Nozze di Cana. La tela può essere considerata un bozzetto preparatorio di un quadro di maggiori dimensioni, disperso o mai realizzato, per la stesura del colore e la descrizione sommaria della scena. Quello che colpisce l’occhio dello spettatore è la prospettiva che dilata lo spazio da cui si dipartono le figure minori degli inservienti e dei musici, mentre, man mano che si guarda il primo piano, le figure si ingrandiscono. A sinistra della scena è raffigurato Cristo affiancato da Maria, a destra molti commensali intenti a conversare. Oltre alla pittura di Giordano nell’opera sono riscontrabili riferimenti alle “Nozze di Cana” del Veronese, tela conservata al Louvre di Parigi. La Cattedrale conserva altre tele settecentesche di scuola napoletana. Da notare il Crocifisso e Santi, di Domenico Polino. Questa composizione, pregna di rassegnato dolore, mostra uno spazio denso, plumbeo, costrittivo: le figure del Cristo, della Vergine e delle sante appaiono in una visione rivelatrice della morte. Nella Chiesa del Purgatorio sono custodite altre opere, oltre a quelle del Miglionico, di uguale importanza. Sulla parete destra del presbiterio si trova San Pasquale Baylon di Francesco Polino, sulla parete sinistra l’Annunciazione di Pietro Antonio Ferro di Tricarico, datata 1622, desunta da una stampa fiamminga. A destra le Nozze di Cana di un pittore del XVII secolo, seguace del Caravaggio.

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