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Data : 15/04/2005
Tipologia : Convegno Internazionale di Studi
Titolo : Archivi e reti monastiche tra Alvernia e Basilicata: il priorato di Santa Maria di Juso e la Chaise-Dieu
Descrizione : Un Convegno Internazionale di Studi su "Santa Maria di Juso e la Chaise–Dieu" si terrà nei giorni 21 e 22 aprile fra Irsina e Matera. Ad organizzarlo è stata l’attività congiunta del Dipartimento di Scienze Storiche, Linguistiche e Antropologiche dell’Università degli Studi della Basilicata, della Provincia di Matera e della Soprintendenza Archivistica per la Basilicata. I lavori del convegno si inaugureranno nella Biblioteca Provinciale di Matera e, per la sessione pomeridiana, continueranno ad Irsina presso la Sala Convegni del Centro Arenacea nell'ex Convento di S. Francesco , mentre la seduta conclusiva si svolgerà nuovamente nella Biblioteca Provinciale di Matera. Il programma ad Irsina prevede: ore 16.00 Visita alla Chiesa della Pietà e ai resti del Priorato di Santa Maria di Iuso ore 17.30 Convento di San Francesco e saluto del sindaco ore 18 relazione dell'arch. Tataranno ore 18.30 relazione del prof. Panarelli ore 19.00 Visita della Cattedrale e del centro Storico La storia di Juso è antica: ad un probabile insediamento monastico greco nel X secolo si era sostituito, nella temperie della conquista normanna della metà dell’XI secolo, un priorato affidato ai monaci di S. Lorenzo di Aversa. Il conte Goffredo di Conversano ne aveva fatto poi una ricca abbazia autonoma, con dipendenze a Monopoli, Ruvo, Conversano, Putignano, Bitetto, Minervino, Ferrandina, e il cui abate concentrò nella propria persona le prerogative vescovili; ma nel 1133 Ruggero II, ormai re di Sicilia, distrusse la città, salvandone solo i due edifici ecclesiastici più significativi, la cattedrale e S. Maria di Juso, che vennero da lui sottoposti all’abate della Chaise-Dieu. Monaci francesi si inserirono nel contesto lucano, a formare l’unica e ricca dipendenza casadeiana a sud di Lucca. Proprio la concentrazione nelle loro mani di vasti poteri signorili ed ecclesiastici suscitò attriti continui con clero e signori locali, tesi alla restituzione della autonoma sede vescovile. Armati di forconi e bastoni, d’intesa con la milizia del duca Francesco del Balzo, gli abitanti di Montepeloso diedero nel 1370 l’assalto ai monaci asserragliati nel priorato di S. Maria di Juso. L’atto di violenza perpetrato e l’incuria dei secoli successivi non hanno lasciato quasi pietra su pietra degli edifici monastici, ma la memoria del sito di Juso, della sua ricchezza e potenza, della sua fitta rete di relazioni europee è sopravvissuta grazie alle pergamene che, sfidando i secoli, sono giunte a noi, parte conservate negli archivi francesi della Haute-Loire, e parte nell’archivio dell’antico palazzo vescovile di Montepeloso (oggi Irsina).
 
     
 
 

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